Maturità? No grazie.

01 Ott Maturità? No grazie.

 

Maturità… Che parola antipatica! Di certo il suono di questa parola non mi mette allegria.Non mi evoca feste.Ma solo addii. Che parola antipatica e pesante è questa “maturità”! Mi da quasi un senso di allergia, credo, mi viene l’orticaria solo a pensarci. Mi ricorda i problemi. Sono matura e adulta? Non saprei… di certo non amo la parola ‘maturità’, mi sa di presunzione e mi ricorda tante cose non propriamente simpatiche, specie se pronunciata da talune persone. Mi ricorda il famoso esame per esempio, quello che è stato il mio incubo per anni, l’esame di maturità, quello dopo il quale non sei più spensierata e gli anni volano e voleranno sempre di più. Quello subito dopo il quale devi scegliere l’università, o decidere di andare a lavorare, e se scegli l’università, devi subito capire cosa “Vuoi fare da grande”. Maturità, insomma, esistono parole che mi piacciono di più, aggiungo per usare un eufemismo, ecco. A me proprio non mi viene voglia di crescere, lo sapete?! Franco Battiato ne “La chanson des vieux amants” canta “C’è voluto del talento per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti . Ecco io ci metterei la firma, e emi rispecchio tanto in questo testo.  Come amo questa frase! Vi racconto un aneddoto… Qualche mese fa ero in treno, su un  Freccia Rossa, che andava da Roma a Napoli. Un uomo di fronte a me, come forse accadeva spesso prima, non oggi, che sono tutti col telefono in mano ad evitare di incrociare il tuo sguardo, e sopratutto di scambiare quattro chiacchiere,  mi dice,dopo avermi raccontato tutta la sua vita: “Sai che sono stato subito colpito da te? E vuoi sapere da cosa? Sembri una eterna adolescente. Si vede che sei libera dentro. E lo trasmetti agli altri”. Ecco questo è il complimento più bello, anzi, quello che forse ho apprezzato di più nella mia vita, quello meno banale. Sarà perché a me proprio non mi va giù l’idea di mettere un distanza con il mondo dei bambini, proprio non viene voglia di crescere, lo sapete?! E proprio non mi sento in colpa per questo e non me ne importa nulla. E più passa il tempo, più è peggio. Sarà forse perché il monito di dover crescere, di dover approdare alla famigerata “maturità” mi è stato dato senza umiltà da persone piene di sé, piene di sovrastrutture e chiuse nella loro nuvola di ovatta. Mi è stato detto di dover crescere da persone brave a viaggiare il mondo, ma non ad esplorare la propria anima. Ecco, non sono voluta diventare come loro, e forse sono condannata a rimanere una bimba per sempre. E preferisco così… di gran lunga. Mi è stato detto di dover crescere da persone senza grazia, nel cuore, senza delicatezza, da persone indurite, dalla vita, senza empatia. Mi è stato detto di dover crescere con rancore e per vendetta o ripicca,e con rabbia. Ecco, io non voglio diventare così, non sono voluta diventare come loro, e se crescere significa questo, entrare nel”magico ” mondo degli adulti, dove tutti si prendono sul serio, troppo, a mio avviso, dove tutti dicono di avere sempre da fare… Allora questi adulti che non sanno ritagliarsi uno spazio per le cose che amano fare e  si inventano scuse con se stessi oltre che con gli altri, a me non stanno tanto simpatici, è un cosa a pelle, purtroppo. Bene allora, io forse proprio non me la sento,  vi dirò,  non voglio per nulla crescere, non voglio diventare una adulta, se adulti significa diventare come queste persone inaridite, e forse, di conseguenza, io sono condannata a rimanere una bimba per sempre. Voglio essere una immatura a vita e ci metto la firma, un po’ come nel film “Immaturi”. Io  andrei allora a questo punto, mi sa che vado a giocare con i bimbi allora. Se “immaturi” significa non entrare in quel mondo di giudizi,  sommari e definitivi, Giudizi universali” come canta Samuele Bersani, in quel mondo di formalità, di strette di mano ipocrite, di sorrisi falsi, e di “come stai” senza alcuna inclinazione della voce, senza espressione, così tanto per dire qualcosa, io ripeto, voglio ancora giocare. Perché se hai un problema questi adulti se ne scappano, sono troppo presi dai loro, o almeno così raccontano agli altri, e così amano dire. Io allora, permettete? Io continuo a  giocare con i bimbi, mi diverto di più. Voi fate pure gli adulti. Se il mondo degli adulti è il vostro,  ed è quello che mi avete prospettato,  se è quello delle guerre, dei principi e dell’orgoglio, voi fate come vi pare ma per me ve lo potete tenere! Voi fate pure gli adulti. “Cosa mi avete chiesto ora?”, Cosa voglio fare da grande?” Ancora non ho deciso, nel frattempo gioco. La volete sapere un’altra cosa? Non tutti sanno che i bambini hanno la migliore arma contro la depressione, l’ansia, e tutte le nevrosi, si chiama distrazione ed avviene attraverso il gioco. Non dovremmo mai dimenticare di giocare noi adulti, quando dimentichiamo la dimensione del gioco e la smettiamo di giocare… beh moriamo un po’. Dovremmo imparare molto, quasi tutto dai bambini, ed invece di concentrarci sui problemi, imparare a distrarci, a sdrammatizzare, ed a giocare con l’ironia e con l’auto ironia Ricordate sempre il bimbo che è in voi, impieghiamo tutta una vita, per riconoscerlo e trovarlo, come rifletteva Picasso,  e tenete bene a mente la storia di Peter Pan… Buongiorno a tutti e  buon lunedì.

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