Le favole fanno bene. Il mio mondo.

11 Ott Le favole fanno bene. Il mio mondo.

Il mio mondo

Una giusta dose di follia mi ha aiutato,

a vedere il mondo a colori quando era amorfo,

a disegnare la mia vita con tutti i colori e le sfumature di un arcobaleno,

i miei alti e bassi mi hanno aiutato a costruire un castello solido sopra nuvole fatte di sogni,

ho inventato fiabe con le poche parole che avevo,

La mia fantasia mi ha reso viva dove era tutto morto,

questo è il mio mondo interiore,

un mondo senza schemi e senza regole rigide,

un mondo a colori.

(Clelia Moscariello-Battiti –Le Mezzelane)

Non mi stancherei mai di ascoltare la colonna sonora del film “favoloso mondo di Amélie “ composta da Yann Tiersen.

 

“Che strana macchina è l’uomo. Gli metti dentro lettere dell’alfabeto, formule matematiche, leggi, e doveri ed escono favole, risate e sogni.” Ha scritto Fabrizio Caramagna.

Io ho imparato a trasgredire con i sogni, con la libertà di espressione, con la voglia spasmodica di scrivere e di raccontare.

Anche questa forse è una forma di ribellione.

Stare sveglia la notte, a sognare,

“Non avevo progetti, ma solo sogni.”  Come Chistiane F de “ I ragazzi dello zoo di Berlino”.

E la notte mi ha aiutata in questo delirio creativo, condiviso molte volte da anime speciali.

 

Banana Yoshimoto ha scritto

 

“No, la colpa è della notte.

In una notte con un’aria così pulita, le persone finiscono col raccontarsi. Senza accorgersene, aprono il proprio cuore e, rivolte a chi gli sta accanto, cominciano a parlare come se stessero confessandosi con delle stelle che splendono nello spazio.”

Così alla fine sono uscita da quel libro, dal mio libro, dalla mia storia e l’ho raccontata con un exploit.

Ma per farlo, ho dovuto guardare dritto l’obiettivo e fregarmene dei giudizi saccenti di tutti quelli che mi volevano chiusa in un libro, magari postumo, e zitta e buona.

 

Il libro

Mi ero chiusa in un libro

Sigillato con un catenaccio

Vi ero dentro e non riuscivo ad uscirne,

All’interno tutto in mio mondo

nascosto come una vergogna

poi l’esplosione,

il vulcano erutta

ed eccomi qui!

(Clelia Moscariello-“Battiti”- Le Mezzelane).

Già, non starò mai zitta e buona, forse, ed è meglio così, probabilmente.

Buongiorno e Buon giovedì a voi tutti ed  ai piccoli vulcani che sono dentro di noi, a tutte le Amèlie…

Svegliamoli e svegliamole…

E buona vita;)!

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